San Josemaria Escrivá. Fondatore dell'Opus Dei
 

Dolori e gioie di San Giuseppe

La Chiesa, seguendo un’antica tradizione, prepara la festa di San Giuseppe, il 19 marzo, dedicando al Santo Patriarca le sette domeniche precedenti alla festa in ricordo delle sette principali gioie e dei sette dolori della vita di San Giuseppe. In particolare, fu il Papa Gregorio XVI che promosse la devozione delle sette domeniche di San Giuseppe concedendo molte indulgenze; ma fu Sua Santità Pio IX che diede attualità perenne alla devozione, con il suo desiderio che si ricorresse a San Giuseppe per alleviare l’allora penosa situazione della Chiesa universale.

Una grande personalità
Io lo immagino giovane, forte, forse con qualche anno più della Madonna, ma nella pienezza dell'età e delle forze fisiche. Sappiamo invece che non era ricco: era un lavoratore come milioni di uomini in tutto il mondo; esercitava il mestiere faticoso e umile che Dio, prendendo la nostra carne e volendo vivere per trent'anni come uno qualunque tra di noi, aveva scelto per sé.

La Sacra Scrittura dice che Giuseppe era artigiano. Alcuni Padri aggiungono che fu falegname. Dai racconti evangelici risalta la grande personalità umana di Giuseppe: in nessuna circostanza si dimostra un debole o un pavido dinanzi alla vita; al contrario, sa affrontare i problemi, supera le situazioni difficili, accetta con responsabilità e iniziativa i compiti che gli vengono affidati.
E’ Gesù che passa, 40



Scarica l’opuscolo sui dolori e le gioie di San Giuseppe, con illustrazioni del Santuario di Torreciudad , Spagna.


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