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Vicino ai più bisognosi

Tag: Povertà, Solidarietà, Italia
“Per cambiare il mondo in meglio bisogna fare del bene a chi non è in grado di ricambiarci”. (Papa Francesco, Udienza 10-IX-2014).

San Josemaría ha scritto nel punto 453 di Forgia: "Tu, per la tua condizione di cristiano, non puoi volgere le spalle ad alcuna inquietudine, ad alcuna necessità degli uomini tuoi fratelli".

Sulla scia dell'esempio generoso di San Josemaría, che si occupò con grande dedizione del Patronato de Enfermos e successivamente dei malati dell’Ospedale Generale di Madrid, nella città di Verona fioriscono varie iniziative personali.

Chiara, madre di tre figli, da quattro anni va ogni settimana ad assistere bambini nel reparto di Pediatria di un grande ospedale. A volte sostituisce le mamme nell'assistenza ai figli, soprattutto quando la degenza dura anche per lunghi mesi. Le mamme vengono soprattutto da Paesi dell’Est e sono in prevalenza musulmane. Capita di pregare insieme in cappella, perché il dolore facilita la preghiera. Una di loro, Grishe, trentenne con tre bambini, si è molto affezionata, ha imparato l’italiano, ed è stata invitata una settimana al mare e una in campagna, rispettivamente da due volontarie. A sua volta è venuta in ospedale per tre settimane a sostituire un’amica nell’assistenza al suo bambino ricoverato.

Il doposcuola parrocchiale
Il doposcuola parrocchiale
Wanda, mamma di Chiara, dà settimanalmente lezioni di italiano a casa di Ranmal, un ragazzino di prima media dello Sri Lanka. Sono cattolici ed hanno un figlio in seminario.

Modi, ex insegnante, fa due turni al mese di doposcuola in una sala della parrocchia a ragazzini delle scuole medie, extracomunitari . Sono parecchi gli insegnanti coinvolti in questo servizio e tra loro si crea una catena di solidarietà.

Susi, madre di cinque figli, insegna italiano a ragazzini stranieri nella scuola elementare vicino a casa; le hanno affidato una bambina americana e un ragazzino dello Sri Lanka; li assiste un’ora e mezzo due volte in settimana. Contemporaneamente Anna, una sua amica, insegna italiano ad altri due stranieri e ne resta molto gratificata.

Anche le visite alle persone anziane rappresentano una grande risorsa. Lo sta constatando Silvia, che da qualche mese va a trovare Nerina, una signora ottantenne del quartiere. Nerina è cordiale, prega per le intenzioni che le vengono affidate, ha affetto per il Papa, discute volentieri di temi etici e riesce a creare relazioni con persone nuove.

Claudia si reca a volte in una Casa che ospita ragazze e donne straniere ed italiane in situazioni di disagio, a causa di maltrattamenti subiti o per necessità economiche; lì assiste i loro bambini o riordina il guardaroba.

Alla mensa dei poveri
Alla mensa dei poveri
Batte tutte per continuità nell’impegno Lavinia, che da 14 anni presta aiuto una volta alla settimana presso la mensa dei poveri in un quartiere della città, dove vengono distribuiti pasti caldi a senzatetto e ultimamente anche a pensionati italiani ed a uomini separati… Lavinia trasmette l’importanza di far bene il lavoro e di prestare il servizio con cura. L’anno scorso ha chiesto al padre francescano responsabile della mensa di fare qualche incontro di catechesi per i volontari; la proposta è stata accettata e sono stati fatti quattro incontri.

Tuttavia la cosa più bella –dicono le persone coinvolte- non è tanto l'aiuto che si può prestare, sempre insufficiente rispetto alle necessità, ma la scoperta di qualcosa di essenziale: la gioia di dare, di darsi e di ricevere dalle persone a cui ci si dona, come ha detto Papa Francesco ai giovani delle Filippine: "A tutti quelli che Gesù ama tanto perché danno tanto agli altri io domando: voi lasciate che gli altri vi diano di quell’altra ricchezza che voi non avete? [...] Le persone che aiutiamo, poveri, malati, orfani, hanno molto da darci."