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Per i più giovani

E alla fine: un castello!

Tag: Figli, Libri, Per i più giovani
Ogni volta che era possibile, andavano insieme a passeggiare per le strade di Barbastro. Una mattina andarono a vedere un aereo: era uno dei primi fabbricati e veniva esposto in città. Era raggiante, uscire con papà era sempre una grande avventura.

Gli dava sempre la mano. L’apparecchio era incredibile! Il piccolo si avvicinò e – senza lasciare suo padre – toccò l’apparecchio, esclamando con sorpresa:

- è di stoffa!
- la cosa bella, figlio mio, è che con questo si potrà viaggiare molto lontano e molto velocemente.

E vide suo padre ridere mentre ascoltava, lì vicino, l’inquietudine di lacune religiose.

- quando l’aereo passerà sul nostro orto, infrangerà la clausura?

Erano molto amici, e si potrebbe dire che la sua devozione e le sue prime preghiere a San Giuseppe cominciarono perchè il santo Patriarca si chiamava come papà. C’era sopra un comò alto, in una piccola nicchia di vetro, un’immagine di San Giuseppe. Josemaria voleva pregare da vicino, però siccome non arrivava, si appoggiava con le mani e si metteva in punta di piedi.

- José..?

Allora il Piccolo Orologiaio si sbrigava a suggerirgli quella piccola preghiera che sapeva a memoria:

- “Gesù, Maria e Giuseppe che rimanga sempre con voi”

Voleva così tanto bene a suo padre, che gli piaceva che lo chiamassero come lui: Pepe o José.

Lo avevano battezzato con i nomi di José Maria Julian Mariano; però se qualcuno lo chiamava José Maria, diceva quasi con disgusto:

—No, José.
—Ma se ti chiami José Maria....
- Sì, però dopo viene Maria – no” diceva riferendosi al suo quarto nome.

Con la coda dell’occhio, il suo Angelo guardava verso il cielo: la Madonna sorrideva. Nostra Signora sapeva che il bambino sarebbe stato molto “mariano”

Dal libro: ©Paulina Mönckeberg, Vita e avventure di un asinello di noria, 2004