San Josemaría
Testi di san Josemaría

Amare con opere

Tag: Carità, Gesù Cristo, Servizio, Natale
Affetto, lealtà, comprensione
La nostra carità deve essere anche affetto, calore umano. Ce lo insegna Gesù. Se il cristiano non ama con le opere, è fallito come cristiano; ed è come dire che è fallito anche come uomo. Non puoi pensare agli altri come fossero dei numeri o degli scalini per arrampicarsi; oppure come fossero massa da esaltare o da umiliare, da adulare o disprezzare, a seconda dei casi. Prima di ogni altra cosa, devi pensare agli altri, a coloro che ti sono vicini, stimandoli per quello che sono: figli di Dio, con tutta la dignità di questo titolo meraviglioso
Con i figli di Dio dobbiamo comportarci come figli di Dio: il nostro amore deve essere abnegato, quotidiano, ricco di mille sfumature di comprensione, di sacrificio silenzioso, di donazione nascosta. È questo il bonus odor Christi che faceva dire a quelli che vivevano tra i primi fratelli nella fede: Guardate come si amano!

Desidero parlare sempre della vita quotidiana e concreta: quella della santificazione del lavoro, dei rapporti famigliari, dell'amicizia. Se non siamo cristiani in queste occasioni, dove mai lo saremo? Il bonus odor Christi si avverte, in mezzo agli uomini, non per la fiammata di un fuoco fatuo, ma per l'efficacia delle braci accese delle virtù: la giustizia, la lealtà, la fedeltà, la comprensione, la generosità, la gioia.
È Gesù che passa, 36

Pensa agli altri
Dalla culla di Betlemme Gesù dice a me e a te che ha bisogno di noi; ci sollecita a una vita cristiana senza compromessi, a una vita di donazione, di lavoro, di gioia. (...)La forza redentrice della nostra vita sarà efficace pertanto solo se c'è umiltà, solo quando smetteremo di pensare a noi stessi e sentiremo la responsabilità di aiutare gli altri.
È Gesù che passa, 18

Non possiamo trattare Maria da figli e pensare poi solo a noi stessi, alle nostre preoccupazioni personali. Non possiamo stare vicino alla Vergine e al tempo stesso mantenere i nostri egoistici problemi. Maria ci conduce a Gesù, e Gesù è primogenitus in multis fratribus, il primogenito fra molti fratelli. Conoscere Gesù, pertanto, significa renderci conto che la nostra vita non può avere altro senso che quello di darci al servizio degli altri.
È Gesù che passa, 145

Quando avrai terminato il tuo lavoro, fa' quello del tuo fratello, aiutandolo, per Cristo, con tale spontanea delicatezza che egli non avverta neppure che stai facendo più di quanto devi secondo giustizia.
—Questa sì che è fine virtù di un figlio di Dio!
Cammino, 440

Che nessuno ci sia indifferente
I problemi del nostro prossimo devono essere i nostri problemi. La fraternità cristiana deve essere profondamente radicata nella nostra anima, in modo che nessuno ci sia indifferente. Maria, la Madre di Gesù, colei che lo allevò, lo educò e lo accompagnò nella vita terrena, e che ora è vicina a Lui in Cielo, ci aiuterà a riconoscere Gesù che passa accanto a noi, che si fa presente nei bisogni degli uomini, nostri fratelli.
È Gesù che passa, 145

Con opere e in verità
Se non ti vedo praticare la benedetta fraternità che sempre ti predico, ti ricorderò quelle parole piene d'affetto di San Giovanni: “Filioli mei, non diligamus verbo, neque lingua, sed opere et veritate” —Figliolini miei, non amiamo con la parola o con la lingua, ma con opere e in verità.
Cammino, 461

Proposito sincero: rendere amabile e facile il cammino agli altri, dal momento che la vita reca già abbastanza amarezze.
Solco, 63

Quando ti costa prestare un favore, un servizio a qualcuno, pensa che è un figlio di Dio, ricorda che il Signore ci ha comandato di amarci gli uni gli altri. — Più ancora: approfondisci ogni giorno questo precetto evangelico; non restare in superficie. Trai le conseguenze — è assai facile —, e adegua la tua condotta di ogni momento a queste esigenze.
Solco, 727