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Il Battesimo di Josemaría

Tag: Barbastro, Battesimo, Famiglia Escrivá, Per i più giovani
Il 13 gennaio 1902 tutti si erano svegliati in festa a casa di Josemaría: attorno al fonte battesimale della Cattedrale di Barbastro, questa mattina si è riunita la sua famigliola.

I padrini erano andati a prendere Josèmaria molto presto, il bambino era specialmente profumato e sfoggiava un elegante coprifasce; donna Dolores, sua madre, lo aveva coperto bene e lo aveva consegnato alla madrina perché lo portasse fino alla Cattedrale. Lei avrebbe aspettato a casa, perché non si era ristabilita del tutto.

Erano tutti molto eleganti. Don José portava in braccio sua figlia di due anni, Carmen. La bambina, con il suo vestito più bello, ha applaudito per quasi tutto il cammino.

Il sacerdote ha fatto scorrere l’acqua battesimale sulla fronte di Josemaría, che ha lanciato un gridolino. Il piccolo orologiaio ha potuto vedere allora come l’acqua lavava quella macchia del peccato originale e faceva brillare mille volte di più la stella della sua vocazione. La Santissima Trinità era venuta ad abitare nel bambino e sarebbe rimasta per sempre con lui.

Molto raccolto, l’Angelo ripeteva felice:

—Gesù, Josemaría ti ama mol–tis –si–missi–mo.

Festa in Cielo e sulla terra
Erano tornati a casa tutti contenti; lì avevano preparato una festicciola. Donna Dolores abbracciò e baciò suo figlio; suo figlio che era già cristiano e che sarebbe stato di Cristo per sempre.

Gli angeli del Cielo li accompagnarono a casa e poi tornarono adorando Dio.

Il diavolo nero non era apparso da nessuna parte. A volte gli sembrava che quel bambino fosse uguale agli altri o, a volte, erano i rinforzi che il piccolo orologiaio chiedeva al Cielo, perché davanti agli angeli, il demonio non si azzarda.

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