San Josemaría
Testi di san Josemaría
Figli e vita familiare

E’ Gesù che passa, 22
Influire nella società
Pensate ad una famiglia numerosa: in essa l’importanza del lavoro di una madre può essere ben paragonata a quella degli educatori di professione, e sovente il confronto è a vantaggio delle donne. Un insegnante, durante una vita intera, riesce a formare così così un certo numero di ragazzi o di ragazze. Una madre invece può formare i suoi figli in profondità, negli aspetti più basilari, e può farli diventare a loro volta educatori, in modo da creare un’ininterrotta catena di responsabilità e di virtù.
Anche in questi temi è facile lasciarsi sedurre da un criterio meramente quantitativo, fino a pensare che è preferibile il lavoro di un insegnante, per le cui aule passano migliaia di persone, o quello di uno scrittore che si dirige a migliaia di lettori. In realtà, quello scrittore o quell’insegnante, quante persone formano realmente? Una madre si cura di tre, cinque, dieci o più figli; e può fare di loro una vera e propria opera d’arte, una meraviglia di educazione, di equilibrio, di comprensione, di senso cristiano della vita, in modo che siano felici e possano essere realmente utili agli altri.
Colloqui, 89
Figli e generosità
Il matrimonio — non mi stancherò mai di ripeterlo — è un cammino divino grande e meraviglioso; e come tutto ciò che abbiamo di divino in noi, ha manifestazioni concrete di corrispondenza alla grazia, di generosità, di donazione, di servizio. L’egoismo, in ciascuna delle sue forme, si oppone all’amore di Dio che deve dominare nella nostra vita. Questo è un punto fondamentale, che deve essere tenuto ben presente a proposito del matrimonio e del numero dei figli.
Colloqui, 93
Rettitudine nella vita matrimoniale
In sè, il numero dei figli non è decisivo: averne molti o pochi non basta perchè una famiglia sia più o meno cristiana. Ciò che conta è la rettitudine con cui si vive la vita matrimoniale.
Colloqui, 94
La vita familiare, materia di santificazione
Gli sposi sono chiamati a santificare il loro matrimonio e a santificare se stessi in questa unione. Commetterebbero perciò un grave errore se edificassero la propria condotta spirituale volgendo le spalle alla famiglia o al margine di essa. La vita famigliare, i rapporti coniugali, la cura e l'educazione dei figli, lo sforzo economico per sostenere la famiglia, darle sicurezza e migliorarne le condizioni, i rapporti con gli altri componenti della comunità sociale: sono queste le situazioni umane più comuni che gli sposi cristiani devono soprannaturalizzare.
E’ Gesù che passa, 23
Godere del proprio focolare

Colloqui, 91
Convivere con tutti
Fomenta il tuo spirito di mortificazione nei dettagli di carità, col desiderio di rendere amabile a tutti il cammino di santità in mezzo al mondo: un sorriso può essere, a volte, la migliore manifestazione dello spirito di penitenza.
Forgia, 149
Sappi, ogni giorno e con generosità, prenderti qualche disturbo, allegramente e discretamente, per servire e per rendere piacevole la vita agli altri.
— Questo modo di agire è vera carità di Cristo.
Forgia, 150
Devi fare in modo che, lì dove sei, ci sia il “buon umore” — l'allegria —, che è frutto della vita interiore.
Forgia, 151
Abbimi cura di praticare una mortificazione davvero interessante: che le tue conversazioni non ruotino attorno a te stesso.
Forgia, 152
Libertà e responsabilità
I genitori possono e devono fornire ai figli un aiuto prezioso, aprendo loro nuovi orizzonti, comunicando la propria esperienza, facendoli riflettere, in modo che non si lascino trasportare da stati d’animo passeggeri, e avviandoli ad una valutazione realistica delle cose. Questo aiuto verrà fornito dai genitori personalmente, con i loro consigli, oppure invitando i figli a rivolgersi a persone competenti: a un amico leale e sincero, a un sacerdote preparato e zelante, a un esperto di orientamento professionale.
Il consiglio non toglie però la libertà, ma fornisce elementi di giudizio e quindi allarga la possibilità di scelta, evitando l’influenza di fattori irrazionali nella decisione. Dopo aver prestato ascolto al parere degli altri, e aver ponderato ogni cosa, arriva il momento della scelta, e allora nessuno ha il diritto di far violenza alla libertà. I genitori devono fare attenzione a non cedere alla tentazione di proiettarsi indebitamente nei propri figli – di costruirli secondo i propri gusti – perchè devono rispettare le inclinazioni e le capacità che Dio dà a ciascuno.
Di solito quando esiste vero amore, tutto questo non è difficile. E anche nel caso estremo in cui il figlio prende una decisione che i genitori ritengono a ragione errata e prevedibile fonte di infelicità, nemmeno allora la soluzione sta nella violenza, ma nel comprendere e – più di una volta – nel saper rimanere al suo fianco per aiutarlo a superare le difficoltà e trarre eventualmente da quel male tutto il bene possibile.
Colloqui, 104
Amici dei vostri figli
I genitori sono i principali educatori dei figli, sia nell'aspetto umano che in quello soprannaturale, e devono sentire la responsabilità di questa missione che esige comprensione, prudenza, capacità di insegnare e, soprattutto, di amare; nonché l'impegno di dare buon esempio. L'imposizione autoritaria e violenta non è una buona risorsa educativa. L'ideale per i genitori consiste piuttosto nel farsi amici dei figli: amici ai quali si confidano le proprie inquietudini, con cui si discutono i diversi problemi, dai quali ci si aspetta un aiuto efficace e sincero.
E’ Gesù che passa, 27
Senso dell’educazione
Quando esalto la famiglia numerosa, non mi riferisco a quella che è conseguenza di mere relazioni fisiologiche; mi riferisco alla famiglia che nasce dall’esercizio delle virtù cristiane, che ha un senso elevato della dignità della persona e sa che dare figli a Dio non vuol dire soltanto metterli al mondo, ma richiede anche tutto un lungo lavoro di educazione: dar loro la vita è la prima cosa, ma non è tutto.
Colloqui, 94
Conflitto generazionale
Il problema è vecchio, anche se oggi lo si constata forse con maggiore frequenza o in modo più acuto, dato il rapido ritmo di evoluzione che caratterizza la società attuale. È perfettamente comprensibile e naturale che i giovani e gli adulti vedano le cose in maniera diversa: è successo sempre così. Ci sarebbe da meravigliarsi, semmai, che un adolescente ragioni come un adulto. Tuti abbiamo provato moti di ribellione nei riguardi degli adulti, quando cominciavamo a formarci autonomamente un criterio; e tutti, man mano che passavano gli anni, abbiamo anche capito che i nostri genitori avevano ragione in tante cose, frutto della loro esperienza e del loro affetto. Spetta pertanto innanzitutto ai genitori – che hanno già attraversato l’età difficile – favorire la comprensione, con flessibilità, con prontezza di spirito, evitando con un amore intelligente ogni possibile conflitto.
Colloqui, 100
Fiducia
Il segreto del successo è sempre la fiducia: che i genitori sappiano educare in un clima di famigliarità, senza mai dare un’impressione di sfiducia; sappiano concedere la giusta libertà e insegnino ad amministrarla con responsabile autonomia. È preferibile che qualche volta si lascino ingannare: la fiducia data ai figli fa sì che essi stessi provino vergogna di averne abusato e si correggano; se invece non hanno libertà, se vedono che non c’è fiducia in loro, si sentiranno spinti ad agire sempre con sotterfugi.
Colloqui, 100
Educare alla vita di pietà
In tutti gli ambienti cristiani si sa per esperienza quali buoni risultati dia questa naturale e soprannaturale iniziazione alla vita di pietà, fatta nel calore del focolare domestico. Il bambino apprende a situare il Signore tra i primi e più fondamentali affetti; impara a trattare Dio come Padre, la Madonna come Madre; impara a pregare seguendo l’esempio dei genitori. Quando tutto ciò si comprende, appare evidente il grande compito apostolico che i genitori sono chiamati a svolgere; e il loro dovere di vivere sinceramente la vita di pietà, per poterla trasmettere – più che insegnare – ai figli.
Colloqui, 103
Esempio
I piccoli devono vedere nei genitori un esempio di dedizione, di amore sincero, di mutuo aiuto, di comprensione; le piccole difficoltà di ogni giorno non devono nascondere la realtà di un affetto capace di superare tutto.
Colloqui, 108
Dedicare tempo ai figli
Ascoltate i vostri figli, dedicate loro anche il tempo vostro, date fiducia, credete a ciò che vi dicono, anche se talvolta vi ingannano; non meravigliatevi delle loro "contestazioni", giacché anche voi alla loro età siete stati più o meno contestatori; andate loro incontro, a metà strada, e pregate per loro. Se agirete secondo questo stile cristiano, quando essi avranno delle legittime curiosità, anziché rivolgersi a un amico volgare e senza pudore, si rivolgeranno a voi con semplicità. La vostra fiducia, il vostro contegno amichevole, riceveranno come risposta la loro sincerità. E tutto questo — anche se permangono piccoli contrasti e incomprensioni di poco conto — è quello che si chiama pace famigliare, vita cristiana.
E’ Gesù che passa, 29
Proiezione sociale
D'accordo: con quella conversazione famigliare o con quella confidenza isolata fai un lavoro migliore che con grandi discorsi —spettacolo, spettacolo!— in luogo pubblico, davanti a migliaia di persone. Tuttavia, quando occorre un discorso, fallo.
Cammino, 846
Elenco dei contenuti
- Lo studio
- Amare la Chiesa
- La pace
- La speranza
- Trasformare il lavoro in orazione
- Superare le difficoltà
- L’umiltà
- Figli e vita familiare
- Parlare con Dio
- Qual è l'importanza del lavoro nella spiritualità dell'Opus Dei?
- Amore alla libertà
- Siamo figli di Dio
- L’ottimismo cristiano
- Tendenze progressiste e integriste nella Chiesa
- L'influenza dell'Opus Dei in Spagna
Italiano







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