Dolori e gioie di San Giuseppe

Il 4 febbraio 2024 iniziano le sette domeniche di San Giuseppe. Per preparare la festa del 19 marzo, meditare le "gioie e dolori di San Giuseppe" aiuta a conoscere meglio il Santo Patriarca e a ricordare che anche lui ha affrontato gioie e difficoltà.

La Chiesa, seguendo un’antica tradizione, prepara la festa di san Giuseppe, il 19 marzo, dedicando al Santo Patriarca le sette domeniche precedenti alla festa in ricordo delle sette principali gioie e dei sette dolori della vita di San Giuseppe. In particolare, fu il Papa Gregorio XVI che promosse la devozione delle sette domeniche di san Giuseppe concedendo molte indulgenze; ma fu Pio IX che diede attualità perenne alla devozione, con il suo desiderio che si ricorresse a san Giuseppe per alleviare l’allora penosa situazione della Chiesa universale.

Questa devozione è un'ottima occasione per conoscere meglio il Santo Patriarca.

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Lettera apostolica di papa Francesco: Patris Corde

Meditazioni audio: Nella bottega di GiuseppePadre del coraggio creativo; Pochi mezzi, poca esperienza, molta fedeI sogni di san Giuseppe.


Scarica l’opuscolo sui dolori e le gioie di san Giuseppe, con illustrazioni del Santuario di Torreciudad, Spagna.

Ogni domenica è dedicata alla meditazione di un dolore e di una gioia di san Giuseppe:

I Domenica
Dolore (Matteo 1, 19): Il dubbio di San Giuseppe
Gioia (Matteo 1, 20): Il messaggio dell’angelo

II Domenica
Dolore (Luca 2, 7): La povertà della nascita di Gesù
Gioia (Luca 2, 10-11): La nascita del Salvatore

III Domenica
Dolore (Luca 2, 21): La circoncisione
Gioia (Matteo 1:25): Il Santo Nome di Gesù

IV Domenica
Dolore (Luca 2, 34): La profezia di Simeone
Gioia (Luca 2, 38): Gli effetti della redenzione

V Domenica
Dolore (Matteo 2, 14): La fuga in Egitto
Gioia (Isaia 19, 1): Il rovesciamento degli idoli egiziani

VI Domenica
Dolore (Matteo 2, 22): Il ritorno dall’Egitto
Gioia (Luca 2, 39): La vita con Gesù e Maria a Nazareth

VII Domenica
Dolore (Luca 2, 45): La perdita del Bambino Gesù
Gioia (Luca 2, 46): Il ritrovamente del Bambino Gesù al Tempio

San Giuseppe nelle parole di san Josemaría

Io lo immagino giovane, forte, forse con qualche anno più della Madonna, ma nella pienezza dell'età e delle forze fisiche. Sappiamo invece che non era ricco: era un lavoratore come milioni di uomini in tutto il mondo; esercitava il mestiere faticoso e umile che Dio, prendendo la nostra carne e volendo vivere per trent'anni come uno qualunque tra di noi, aveva scelto per sé.

La Sacra Scrittura dice che Giuseppe era artigiano. Alcuni Padri aggiungono che fu falegname. Dai racconti evangelici risalta la grande personalità umana di Giuseppe: in nessuna circostanza si dimostra un debole o un pavido dinanzi alla vita; al contrario, sa affrontare i problemi, supera le situazioni difficili, acetta con responsabilità e iniziativa i compiti che gli vengono affidati.

È Gesù che passa, 40


Scarica l’opuscolo sui dolori e le gioie di san Giuseppe, con illustrazioni del Santuario di Torreciudad, Spagna.