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Testimonianze

Dal "cristianesimo sociologico" all'incontro con Dio

Pedro Luis García, Spagna

27 Giugno 2013

Tag: Eucaristia, Fede, Coerenza, Anno della fede
Alcuni anni fa arrivai a studiare all'Università di Navarra. Lì vivevo nel Colegio Mayor Belagua. Tutte due queste istituzioni sono opere corporative dell'Opus Dei. Fino ad allora io praticavo un "cristianesimo sociologico". Andavo soltanto a Messa la domenica, senza assolutamente comprendere la ricchezza di una fede e di una dottrina comune che non avevo avuto la fortuna di approfondire. Poco a poco, durante il mio soggiorno a Belagua ho scoperto un nuovo modo di vivere il cristianesimo. Lì ho conosciuto persone che testimoniavano con la loro condotta lo sforzo di seguire Gesù Cristo ogni giorno e trasmettevano la loro allegria agli altri. La coerenza con la quale vivevano la loro fede era un esempio. Nel mio caso, mi resi conto a poco a poco di quello che stavo perdendo: avevo un Dio vicino con il quale potevo condividere alcuni momenti della mia vita e Lui mi aveva amato e continuava a farlo ogni giorno.

Ricordo con nostalgia quei mesi a Belagua durante l'esposizione notturna del Santissimo Sacramento. Era l'unico momento che passavo in silenzio davanti all'Eucaristia. Tuttavia, quei primi venerdì del mese (quando si esponeva il Santissimo) furono un'esperienza riconfortante nella quale sentii e percepii l'incoraggiamento di questo Dio vicino che mi accompagna ogni giorno per darmi forza, pace e allegria.

Migliorare ogni giorno
A partire dai quei primi momenti sono cresciuto nella mia vita cristiana. Uno degli insegnamenti di San Josemaría è lo spirito di miglioramento costante, di cercare di sforzarsi per migliorare ogni giorno, di non accontentarsi di quello che abbiamo fatto finora, di preoccuparsi sempre più di Dio e degli altri. "Ti si deve chiedere di più: perché puoi dare di più, e devi dare di più" (Solco, 13), diceva il fondatore dell'Opera in uno dei punti di Solco, libro che, insieme a Cammino, mi ha colpito e mi ha aiutato nei miei primi momenti di orazione durante quelle veglie al Santissimo.

San Josemaría mi ha spinto anche a vivere meglio il nucleo imprescindibile della nostra fede, il comandamento nuovo che Gesù ci ha dato: "Amatevi gli uni gli altri come Io vi ho amato" (Gv 13,34). Un comandamento che non è astratto, ma che si concreta nei piccoli particolari di ogni giorno. Nelle cose ordinarie. Nel servire Dio e gli altri nelle nostre attività ordinarie. San Josemaría lo esprimeva in questo modo così conciso, attraente e chiaro: "Vi assicuro, figli miei, che quando un cristiano compie con amore le attività quotidiane meno trascendenti, in esse trabocca la trascendenza di Dio" (Colloqui con Monsignor Escrivá de Balaguer, 116).