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Il proposito della “mandorla”

Tag: Confessione Sacramentale, Contrizione, Libri, Per i più giovani
La sua anima sarebbe rimasta perfettamente candida e Dio avrebbe perdonato tutti i suoi peccati. Gesù sarebbe stato contento e la Madonna lo avrebbe abbracciato.

© Paulina Mönckeberg
© Paulina Mönckeberg
Quel pomeriggio uscì correndo di casa per andare dritto in chiesa, come sempre ben pettinato, e dando la mano a sua madre. Per strada le ultime raccomandazioni e il proposito della “mandorla” molto deciso nel suo cuore.
- Fai ammenda, Josemaria, spiegava affettuosamente sua madre.
- Ah…

Gli avevano insegnato l’atto di dolore, e lì si diceva “l’ammenda di non peccare più”…
- e il proposito di comportarsi meglio, gli spiegavano.

Pero l’ammenda (in spagnolo “enmienda”) non gli diceva niente, e la mandorla (in spagnolo “almendra”) sì. Per questo, per vari anni… offriva al Signore qualcosa che – secondo lui – gli piaceva molto: le mandorle. Il Piccolo Orologiaio sorrideva, vedeva che quello in Cielo era un vero atto di contrizione.

Alla fine della sua vita avrebbe ricordato questo fatto, commentando: “Cominciarono ad insegnarmi questa preghiera verso i tre anni e fino ai settanta non ho dimenticato la “mandorla” e questo ringrazio Dio”.

Il suo Angelo l’aveva aiutato a ricordare tutto quello che avrebbe potuto rattristare Gesù, e non si separò dal suo fianco neanche per un attimo: conosceva il demonio muto, quel diavolo che ti suggerisce di non dire quello di cui ti vergogni, e questo potrebbe comparire in qualsiasi momento.

Era così piccolo, che non riusciva ad arrivare alla grata; allora, il sacerdote aprì il confessionale e Josemaria entrò… Con lui, entrò anche l’Angelo – c’era appena spazio per entrambi – al suo fianco non smetteva di pregare per lui.

A Josemaria sembrò che il sacerdote sorridesse della sua confessione:
- Questo sacerdote non mi prende sul serio, diceva fra sé.

Il sacerdote volle anche sapere delle sue devozioni e Josemaria gli disse che pregava la Madonna, San Giuseppe, e il suo Angelo Custode. Con gli occhi ben aperti, ascoltava tutto con molta attenzione.
- Devi essere buono con mamma e papà
- Sì…
- E pregare giornalmente le tue orazioni.
- Sì…

Finita la confessione, il Piccolo Orologiaio fu il primo ad essere sorpreso della penitenza:
- Chiederai alla mamma… che ti prepari un uovo fritto.

La faccia del bambino s’illuminò davanti a questa aspettativa e mentre aspettava – posate alla mano – di fare la sua penitenza, suo padre rideva a squarciagola per questa trovata del buon prete.

Il Piccolo Orologiaio applaudiva con forza. Josemaria era raggiante e gli piaceva tanto il sacramento del perdono. Era stato un successo.

© Paulina Mönckeberg, Vita e avventure di un asinello di noria, 2004
Ediciones Palabra, S.A., 2004